Indicatori bibliometrici

Gli indicatori bibliometrici sono strumenti matematico-statistici utilizzati dai database citazionali per analizzare i modelli di diffusione delle pubblicazioni e per valutare quantitativamente l'impatto della ricerca all'interno della comunità disciplinare di appartenenza. Sono nati nel 1963 quando Eugene Garfiled dell'ISI - Institute for Scientific Information pubblicò il primo SCI (Science Citation Index). Gli indicatori bibliometrici possono essere applicati ad un singolo ricercatore o ricercatrice, a un periodico, a un gruppo di lavoro, a un Ateneo, a un paese. Alcuni indici sono prodotti da editori e società commerciali (Elsevier, Clarivate) e coperti da copyright (ad esempio l'Impact Factor consultabile solo tramite la banca dati Journal Citation reports che l'Ateneo acquista), altri sono liberi, come quelli ricavabili da Publish or Perish.

Indicatori bibliometrici di rivista

Hanno tutti base citazionale, utilizzando algoritmi per elaborare e aggregare le citazioni cumulate sui documenti.

Le principali differenze fra indicatori sviluppati dal Centre for Science and Technology Studies (CWTS), Journal indicator (RIP-Raw Impact per Publication- e SNIP) e il Journal Impact Factor (JIF) sono:

  • Si basano su Scopus (RIP e SNIP) vs si basano su Web of Science (WOS)

  • Correzioni per differenti discipline (SNIP) vs nessuna correzione basata sull'ambito disciplinare (RIP e JIF)

  • Arco temporale per calcolare le citazioni: tre anni (RIP e SNIP) vs due anni (JIF)

  • Citazioni da sorgenti e documenti selezionati (RIP e SNIP) vs citazioni da tutte le sorgenti e tipologia di documento (JIF)

Indicatori bibliometrici per autore

  • H-index, G-index e varianti

Indicatori fondati su metriche alternative (non citazionali)

TABELLA RIASSUNTIVA DEI PRINCIPALI INDICATORI

Per approfondire

Sitografia